I DIRITTI DI PROPRIETÀ IN
CINA UN ANNO DOPO l’ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA LEGGE
di Antonio Cappiello*
A
seguito di un lungo processo di riforma, è entrata
in vigore, in Cina, nel luglio 2007, una nuova legge sulla
proprietà, il cui iter è stato uno dei più
dibattuti degli ultimi anni.
Necessità
di cambiamento e pericolo di violazione dei principi socialisti
Aumentando
le garanzie per i privati, titolari dei diritti di proprietà,
la nuova legge sembrava poter mettere in discussione i principi
socialisti. Nonostante questi timori, il 99% dei 2889 congressisti
votanti si è espresso a favore della nuova legge. Questa
percentuale così alta non deve comunque sorprendere,
poiché il Congresso Popolare Nazionale, che si riunisce
una volta l’anno, solitamente si limita ad approvare
formalmente le decisioni del Partito.
La nuova legge sui diritti di proprietà si è
resa necessaria perchè il governo cinese vedeva con
preoccupazione la rapida crescita del prezzo degli immobili
ed il significativo aumento degli investimenti esteri nel
mercato immobiliare. La preoccupazione riguardava principalmente
l’aumento dei costi e la scarsità degli edifici
abitativi. Il quadro legislativo antecedente, inoltre, presentava
una struttura rudimentale, assenza di pianificazione urbanistica,
mancanza di procedure e garanzie giuridiche per proteggere
l’acquisto della proprietà, prevedeva il prefinanziamento
da parte dell’acquirente, troppe autorizzazioni ad hoc
per i progetti che non fossero volti allo sviluppo commerciale
e residenziale delle comunità locali.
Attualmente gli interessi delle amministrazioni locali sembrano
essere in contrasto con quelli del governo centrale e, dopo
il 2007, nuovi mercati (Vietnam, India, Vicino Oriente, Russia)
sono diventati diretti concorrenti per la Cina. Per gli investitori
esteri è quindi richiesta vigile attenzione ai continui
cambiamenti legislativi e regolamentari. Alcune volte la legge
non riesce a prevedere i casi particolari che si verificano
nella realtà ed il quadro regolamentare appare di difficile
interpretazione. È dunque importante prestare attenzione
alla pratica locale per ciascun diverso tipo di transazione
Problemi
relativi ai titoli di proprietà
Il
nuovo diritto di proprietà presenta un problema fondamentale:
il titolo di proprietà acquisito dai privati non corrisponde
alla piena proprietà. Infatti, qualsiasi terreno è
considerato bene pubblico e di Proprietà dello Stato
(aree urbane) o Collettiva (essenzialmente nelle aree rurali).
La proprietà del terreno è indipendente da quella
dei diritti del suo utilizzo. Il diritto di utilizzo di un
terreno è comunque soggetto ad un limite temporale
e lo Stato si riserva il diritto di riappropriarsene per motivi
di interesse pubblico. I diritti di utilizzo del terreno,
una volta acquisiti, possono essere comunque trasferiti. Non
sembrano esserci tipologie standard per affrontare gli investimenti
in Cina. Il quadro regolamentare cambia velocemente e continuamente.
L’applicazione della legge e delle regole è poco
coerente e variabile. Le autorità locali sono troppo
coinvolte nei processi di autorizzazione causando rallentamenti
nelle procedure.
Per poter acquistare i diritti di superficie (land use right)
bisogna ottenere un Land Grant (prestito a termine) stipulando
un contratto con le autorità governative (land grant
contract) e pagando un premio per il grant.
Attualmente la realtà cinese presenta un sistema di
registri immobiliari non trasparente con un meccanismo di
registrazione che varia in maniera significativa a livello
locale. Molte regioni hanno un sistema separato di registrazione
dei titoli di proprietà dei terreni (Land) e degli
edifici (Building); altre regioni riuniscono i due tipi di
registrazione in un unico sistema. I contratti sono solitamente
molto semplici e soggetti ad interpretazione (di solito i
contratti di compravendita immobiliare non superano le 5 pagine)
e preoccupa la mancanza di chiarezza del sistema dei titoli
di proprietà per terreni e fabbricati.
Operatori
economici e policymakers
Gli
operatori economici e la comunità internazionale sono
ancora alla ricerca di un sistema giuridico-regolamentare
equo ed efficiente che possa assicurare l’esecutività
dei contratti, la certezza dei titoli di proprietà,
la trasmissione dei diritti di proprietà, un meccanismo
fiscale amministrato in maniera corretta ed efficiente e un
sistema di pianificazione urbana gestito in maniera corretta
ed efficace.
Tuttavia il mercato immobiliare cinese presenta un grande
potenziale (89 città cinesi superano il milione di
abitanti) e, anche se presenta molte aree oscure, sembra essere
orientato ad una maggiore trasparenza. Indicatori demografici
fanno pensare ad una espansione che continuerà anche
negli anni futuri (crescita della popolazione, crescita dei
redditi, consumismo, etc). Le principali preoccupazioni dei
policymakers cinesi sono orientate a contenere l’inflazione,
a ridurre il divario tra fasce povere e nuovi ricchi, a concedere
abitazioni a prezzi non proibitivi per supportare il programma
di urbanizzazione, a favorire lo sviluppo delle province rurali,
incoraggiare l’espansione della domanda interna, limitare
gli investimenti speculativi nei settori che costituiscono
una priorità strategica. Il governo cinese deve quindi
fronteggiare essenzialmente 4 grandi sfide: crescita della
popolazione, urbanizzazione, deregolamentazione e modernizzazione.
Attualmente, per poter fronteggiare la corruzione ed assicurare
procedure più trasparenti, viene richiesto l’acquisto
della proprietà tramite asta o gara d’appalto
piuttosto che tramite contrattazione privata con le autorità
governative.
I diritti di utilizzo del terreno, Land Grant, valgono per
un periodo di tempo stabilito (solitamente della durata di
70 anni, rinnovabile). Per quanto riguarda la Land Allocation,
i diritti all’utilizzo del terreno si acquisiscono senza
il pagamento di una tassa o premio, e solitamente i progetti
edilizi devono essere di pubblica utilità. In quest’ultimo
caso, i diritti non sono legati ad un periodo di tempo prestabilito
anche se il governo si riserva il diritto di riprendere in
qualsiasi momento la concessione dei diritti d’uso.
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